Calcio a 5: una serata da incubo per Portera&c.

A botta calda, verrebbe da rispolverare l’antico motto “mai risultato fu così bugiardo”, perché dal punto di vista tecnico la superiorità di Roma Tre è parsa evidente, dopo i primi minuti necessari per prendere le misure ad un terreno infame, divenuto via via la succursale di Hydromania per colpa della pioggia, e ad un avversario tanto scorbutico quanto scaltro.

Ma analizzando le cose con un po’ di raziocino, bisogna ammettere che i nostri commettono sempre gli stessi errori. Il più grave, quello di farsi prendere da una tale “ansia da prestazione” da dimenticarsi quasi per intero gli insegnamenti impartiti da mister Raffaelli in allenamento, e peggio ancora le indicazioni che egli dà durante la gara.

Mettiamoci poi le solite ingenuità, le solite amnesie, le solite paure recondite, rispetto alle quali si continua a non cogliere alcun segnale di miglioramento. Amarum in fundo, ci sono pure  un paio di errori arbitrali di cui parleremo in corso di cronaca.

Detto della fase di studio iniziale, fino al 17’ del primo tempo è stato praticamente un monologo degli arancioni di casa, che dopo aver colpito un paolo con Micozzi sono andati in vantaggio all’11’ grazie ad un ecclellente duetto in velocità Jorge-Portera. Tre minuti dopo il bis con una portentosa azione personale di Micozzi, che si è bevuto due avversari al limite dell’area e ha scagliato un’imparabile saetta alle spalle del portiere del Millesimo.

Dopo aver commesso il 5° fallo al 17’, il mister ha chiamato time-out per riordinare la squadra. Fatalità ha voluto che al rientro in campo i gialli ospiti hanno siglato il 2-1 risolvendo un mischione in area. Il match è proseguito comunque con relativa tranquillità per i nostri, se non che a tempo quasi scaduto ne hanno combinata una delle loro facendo fallo a metà campo. Il conseguente tiro libero si è trasformato nel gol del 2-2.

Nell’intervallo, il Millesimo è tornato furbescamente negli spogliatoi mentre i nostri restavano lì a prendere acqua, non dalle bottiglie ma…dal cielo. Nonostante ciò, fino al 18’ del secondo tempo hanno dato  l’impressione di poter straripare, e se l’impressione non si è trasformata in realtà è perché da un lato il portiere avversario era in vena di miracoli, dall’altro i nostri cincischiavano come se il gol dovesse arrivare per cause naturali. Al 18’, per l’appunto, era Portera a rompere l’incantesimo.

Tre a due e tutti a casa? Macchè! Il Millesimo usava la sua migliore arma, quella della bagarre, per recuperare almeno un pareggio che già sarebbe stato tanto. Invece, ecco entrare in scena l’arbitro, fino ad allora protagonista di una direzione quasi impeccabile.

Tutto in due minuti: al 23’ fischiava un fallo inesistente a Portera, che era anche il 5° di squadra. Il nervosismo ha poi impedito a Roma Tre di leggere uno schema facile facile: battuta forte sul palo opposto, dove si era piazzato uno dei gialli. Dietro di lui, il nostro ultimo uomo, sulla linea di porta, attuava una marcatura della serie “prego si accomodi” e la frittata era fatta.

E non era finita lì. Al 30’ altro normale contatto di gioco fra Portera e il centrale d’attacco del Millesimo e altro fallo fischiato. Purtroppo era tiro libero. E purtroppo era di nuovo gol.


Pubblicata il: 9/11/2017