Incontro con Flavia Verona - studentessa del Dipartimento di Scienze Politiche

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Flavia Verona, studentessa del Dipartimento di Scienze Politiche e Campionessa Europea 2019 di Kickboxing (-60 kg). Flavia è da tre anni nel team del maestro Innocenzo Scacchi, da poco nominato Tecnico Nazionale dalla Federazione Italiana Kickboxing FIKBMS, e parteciperà ai prossimi Campionati Europei Universitari di Kickboxing che si terranno a Zagabria (Croazia) dal 30 luglio al 4 agosto 2019.
 
Ciao Flavia, raccontaci un pò di te
Ciao! Mi chiamo Flavia Verona, ho 21 anni, sono nata e vivo a Roma e attualmente sono una studentessa di Roma Tre.
 
Cosa studi nello specifico?
Scienze Politiche - Relazioni Internazionali.
 
A che età ti sei avvicinata alla kickboxing?
Alla kickboxing in particolare verso i 16/17 anni.
 
Da piccola quali erano gli sport che praticavi? E’ stato un amore a prima vista o ci sei arrivata per gradi?
Da piccola praticavo danza, poi verso i 7 anni ho iniziato il mio percorso nelle arti marziali con il Taekwondo che ho praticato per circa dieci anni. Successivamente ho iniziato anche Kickboxing, alternandola al Taekwondo. Infine verso i 18/19 anni ho praticato esclusivamente la Kickboxing.
 
Chi o che cosa ti ha fatto capire che era quella la strada giusta per te?
Non saprei indicarti una cosa in particolare, diciamo è stata una passione che è maturata nel tempo. Da piccolissima facevo danza poi però vedendo mia sorella che praticava la kickboxing ho deciso di provare a intraprendere il percorso nelle arti marziali e da lì è iniziato tutto. Ho cominciato ad allenarmi, a sostenere gli esami per le prime cinture vedendo i miei miglioramenti giorno per giorno, poi sono arrivate anche le prime gare, con tutte le varie emozioni e sensazioni che ne conseguono.
 
Che ruolo ha avuto la tua famiglia nello spingerti a praticare sport e nell’incoraggiarti ad arrivare dove sei ora?
Devo dire che all’inizio i miei genitori erano riluttanti all’idea visto che le arti marziali, purtroppo, si trascinano dietro la brutta nomea dell’alto rischio di infortuni o incidenti fisici. Invece successivamente, vedendo la mia passione e determinazione nel praticarla, mi hanno supportato permettendomi di continuare e incoraggiandomi ogni qual volta ne avessi bisogno.
 
Innocenzo Scacchi è il tuo maestro. Quanto è importante avere a fianco una persona esperta come lui nel tuo percorso di crescita sportiva?
Molto. Molti pensano che gli sport da combattimento siano esclusivamente sport individuali ma per me è un’affermazione vera solo a metà. Per atleti come me, avere dietro un team e soprattutto un maestro che sento presente è vitale. In alcuni incontri che ho fatto durante la mia carriera non ho dato il 100% anche se fisicamente mi sentivo molto bene proprio perché non avevo il mio maestro lì all’angolo, vicino a me. Poi Enzo è speciale, ci mette cuore e passione, trattandoci come se fossimo suoi figli, e io gli devo molto.
 
Sei superstiziosa? Hai un rito particolare o ascolti una canzone specifica prima di una gara importante?
No, non ho riti specifici però diciamo che a una cosa presto particolare attenzione: il mio abbigliamento da gara. Può capitare a esempio, che, nelle gare internazionali come Europei o Mondiali, se ti manca qualcosa te la forniscano loro. Io invece cerco sempre di avere il mio equip da gara, ovvero i miei calzari, i miei guantoni ecc. Sono una perfettina ecco!
 
Cosa ti piace della kickboxing e cosa, potendo, cambieresti?
Non cambierei nulla! Della kickboxing mi piace l’estrema variabilità: niente è mai identico a prima. Anche affrontare lo stesso avversario più volte ti mette di fronte sempre a nuove prove e dinamiche diverse. C’è sempre quell’incognita e quell’imprevedibilità che ti spinge ad allenarti di più per migliorarsi e far fronte a nuove sfide nel miglior modo possibile.
 
Cosa ti sentiresti di consigliare a un giovane che si avvicina per la prima volta alla tua disciplina?
Di non arrendersi di fronte alle prime difficoltà, di non vederle come scogli insormontabili ma come occasioni di crescita. C’è sempre quella gara condotta male, quel colpo che non vorremmo mai ricevere in allenamento, il segreto è non scoraggiarsi e continuare. Nessuno nasce imparato!
 
Quali sono i valori chiave per te nello sport che pratichi e che possono essere usati dai giovani anche nella vita di tutti i giorni?
La correttezza e il rispetto, per sé stessi, per l’avversario, per il coach e per l’arbitro. Nello sport, e in particolare nelle arti marziali, i colpi si danno e si ricevono, l’importante è che ci sia sempre rispetto reciproco e ci si comporti in maniera corretta. Ho molti amici all’infuori del tatami con cui ho uno splendido rapporto proprio perché sappiamo come rapportarci in gara e fuori dalla gara. Le stesse regole le applico anche nella vita di tutti i giorni, senza rispetto e correttezza non c’è crescita.
 
Ti ringrazio Flavia e in bocca al lupo per la tua carriera sportiva!
Crepi!
 
Intervista a cura del dott. Guglielmo Angelucci
 


Pubblicata il: 6/6/2019