Intervista a tre giocatrici di Roma Tre della rappresentativa pallacanestro femminile

Abbiamo intervistato Arianna T., Giulia C. e Sara C., tre studentesse che hanno fatto parte della rappresentativa universitaria di pallacanestro femminile nell’A.A. 2018-2019.

Ecco le domande che gli abbiamo fatto e quello che ci hanno raccontato:

Qual è il tuo ruolo in campo?
A: “Non ho avuto un ruolo definito, mi alternavo tra quelli di ala piccola e ala grande.”
G: “Ala.”
S: “Playmaker.”

Che cosa studi qui a Roma Tre?
A: “Giurisprudenza.”
G: “Ingegneria e devo iscrivermi ad un corso singolo di ingegneria informatica.”
S: “Relazioni internazionali.”

Sei riuscita a conciliare facilmente gli allenamenti con le lezioni all’università e con lo studio?
A: “Sì, abbastanza.”
G: “Sì perché gli allenamenti erano in tarda serata.”
S: “Sì.”

Da quanto tempo fai parte della rappresentativa?
A: “Sono arrivata quasi alla fine di quest’anno, quando le lezioni erano ormai quasi finite.”
G: “Già da qualche anno.”
S: “Da un anno.”

Cosa si prova a rappresentare l’università Roma Tre?
A: “È una sensazione piacevole; è bello che nell’università ci sia altro oltre allo studio.”
G: “Far parte della rappresentativa significa dare identità sportiva all'università; il fatto che l'università dia la possibilità di fare sport e di far parte di una rappresentativa è un servizio importante: è una valvola di sfogo per gli studenti.”

Quale ricordo conserverai dell’anno appena trascorso?
G: “Sicuramente l’ultima partita dei quarti, perché è stato un bel traguardo arrivare a quel punto; e poi tutti i bei legami che si sono creati tra noi ragazze.”

C’è stato un momento, durante il campionato, in cui vi siete trovate in difficoltà?
A: “Non abbiamo incontrato particolari difficoltà, siamo un bel gruppo!”

Sia l’under 18 che l’under 20 femminile hanno vinto gli ultimi campionati Europei, senti che sia un momento particolarmente florido per invogliare le ragazze ad avvicinarsi a questo sport?
S: “Lo spero tanto; purtroppo la pallacanestro, nonostante i risultati raggiunti dalle nazionali femminili, viene considerato solo come sport maschile.”

intervista a cura di Gaia Ortenzi


Pubblicata il: 1/10/2019